Efficienza energetica

tecnologie per il riscaldamento
TERMINALI DI IMPIANTO

 

Cosa sono?
I terminali dell'impianto sono gli apparecchi che cedono calore nell'ambiente da riscaldare, le principali tipologie sono:

  • termosifoni (detti anche radiatori o convettori)
  • ventilconvettori
  • radiatori a battiscopa
  • pannelli radianti: a pavimento (i più usati), a parete, a soffitto

Termosifoni (radiatori o convertitori)
L'acqua calda prodotta dalla caldaia viene convogliata attraverso una rete di tubi collegati ai radiatori (o convettori), montati nei punti prefissati dall'impiantista per poter permettere di riscaldare le singole stanze e i corridoi.
Il radiatore costituisce la parte finale dell'impianto e va dal classico termosifone a elementi, a quello a piastra radiante, all'infinita gamma dei praticissimi scaldasalviette da bagno. Esistono dei modelli, inoltre, che abbinano al funzionamento normale ad acqua calda della caldaia, anche una resistenza elettrica per produrre calore in situazioni di necessità immediata o fuori stagione, quando il riscaldamento è spento.
I materiali di costruzione variano dalla ghisa (ha un'elevata inerzia termica, si scalda lentamente ma conserva il calore molto a lungo), all'acciaio (garantisce eccellenti risultati estetici e ha un'ottima resa termica), all'alluminio (come l'acciaio si scalda rapidamente, ma si raffredda altrettanto velocemente). Prima dell'accensione dell'impianto è buona norma praticare una manutenzione attenta e regolare degli elementi eliminando l'aria che si fosse formata all'interno delle tubazioni.

Esempio di un termosifone



Ventilconvettori
Per mezzo del ventilatore di cui sono equipaggiati che investe l'intero ambiente, produce un attivo ricircolo d'aria, impedisce la formazione di zone stagnanti e stratificazioni e mantiene un movimento dell'aria gradevole e uniforme.

Il riscaldamento con i ventilconvettori produce un buon comfort. Infatti essi mantengono un flusso d'aria temperata nell'intero locale alla velocità e portata che meglio rispondo alle esigenze del momento. L'aria viene diffusa a temperatura moderata poichè il ventilconvettore è alimentato con acqua a bassa temperatura rispetto a quella dei radiatori: appena 45 o 50 °C. Ciò mantiene il livello di umidità dell'aria a valori entro i limiti di benessere nella maggior parte della stagione di riscaldamento. Inoltre, nei locali la velocità dell'aria si mantiene sui valori di benessere (da 0,13 a 0,20 m/s). I più recenti ventilconvettori hanno un filtro sulla ripresa dell'apparecchio che trattiene con continuità polveri, filacce, fibre, pelo animale ecc. depurando l'aria e prevenendo l'inalazione di queste impurità. Pertanto le persone che soggiornano negli ambienti risultano protette contro gli effetti delle polveri, e nei locali si realizzano condizioni più igieniche e salutari. Non si producono antiestetici baffi sulle pareti, con il risultato di poter limitare e dilazionare nel tempo la pulizia e l'imbiancatura.

I ventilconvettori consentono di predisporre l'impianto per il condizionamento estivo con solo un lieve aumento del costo. L'utente, in un momento successivo, a sua discrezione, può estendere le funzioni dell'impianto in modo da avere il condizionamento dell'aria in tutta la casa.
E' sufficiente l'installazione di un piccolo ed efficiente gruppo refrigeratore d'acqua (ad esempio una pompa di calore). La macchina refrigeratrice produce l'acqua refrigerata che alimenta i ventilconvettori nella stagione estiva. In questo modo essi realizzano il raffreddamento e la deumidifcazione dell'aria (tolgono cioè l'umidità), oltre alla sua costante filtrazione.

Esempio di un ventilconvettore



Radiatori a battiscopa
Una seconda alternativa ai tradizionali radiatori è il sistema a battiscopa che consiste in un tubo di rame infilato in una serie di lamelle radianti. All'interno scorre acqua con temperatura di circa 60°C. Un velo di aria calda sale a contatto con la parete riscaldandola e determinando una situazione di equilibrio termico all'altezza di 150-200 cm: in questo modo si evita la dispersione di calore a livello del soffitto con conseguente risparmio energetico.

Esempio di un radiatore a battiscopa

 

Pannelli radianti
La ricerca e lo sviluppo di sistemi innovativi sia per il comfort che per il risparmio energetico ha messo a punto la tecnologia dei pannelli radianti che si utilizzano nel riscaldamento e raffrescamento installandoli a pavimento, a parete e a soffitto.
Le attuali soluzioni permettono di dotare qualsiasi edificio nuovo o esistente, dal civile all'industriale, di impianti inglobati nelle strutture edili più vari. Si ottiene cosÏ una sensazione di comfort dovuta anche al fatto che l'aria è meno secca rispetto al sistema a radiatori e non vi sono correnti di aria calda. Con lo stesso impianto si può provvedere anche al raffrescamento delle stanze durante la stagione estiva. La regolazione termica dei diversi circuiti in modo indipendente permette di stabilire una diversa temperatura in ogni locale. Il pannello radiante ha il vantaggio di dare la sensazione di trovarsi in un ambiente con 22-23°C mentre in realtà il termometro segna solo 20°C; ha inoltre un'importante funzione di isolamento acustico che permette di assorbire i rumori tra i vari piani.

Un ulteriore vantaggio dei pannelli radianti è che essi funzionano a bassa temperatura e quindi sono adatti ad una perfetta integrazione con il solare termico (combi), che può facilmente scalda l'acqua a temperature attorno ai 40°C.

Pannelli radianti a pavimento
Il più diffuso e consueto impianto a pannelli radianti è sicuramente quello a pavimento.
Esso ha numerosi vattaggi:
1.Migliora il benessere termico riducendo i consumi
2.Riscalda e raffresca senza movimentare l'aria
3.Aumenta la superficie utilizzabile degli ambienti con un corrispondente maggior valore dell'immobile (non c'è nessun spazio da adibire e da rendere libero per l'installazione e l'uso dei termosifoni)
4.Riscalda con minor consumo di energia
5.Lascia libertà d'arredamento (si possono posizionare i mobili ovunque e appoggiarli contro ogni parete)
6.è polivalente (lo posso usare sia in inverno che in estate se lo progetto anche come sistema di raffrescamento)
7.Non solleva polveri perchè non circola aria, infatti opera per effetto radiante, quindi evita i tipici malesseri degli impianti di climatizzazione e la tinteggiatura periodica per i "baffi" dei radiatori
8.Se si utilizza come sistema di raffrescamento, consuma molta meno energia elettrica di un normale spilt.

Molti hanno un ricordo negativo di questa tecnologia, per come era usata in molti appartamenti urbani di lusso costruiti negli anni 60 - 70: erano alimentati con l'acqua molto calda ( 60 - 70 gradi invece dei 28 - 29 raccomandati) di impianti centralizzati a temperatura non controllabile, quindi l'eccessivo caldo al pavimento provocava dolori alle gambe, sollevamento della polvere e conseguente sensazione di secchezza delle fauci. Basta un moderno controllo della temperatura dell'acqua per capovolgere totalmente la situazione e godere di una delle più confortevoli forme di riscaldamento.

 

Esempio di pannelli radianti a pavimento
in un locale in costruzione


 

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