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Mini Centrali Idroelettriche

Corso di progettazione tecnica,

economica e ambientale

con sopralluogo

Vigevano 3-4-5 Maggio 2012


INFORMAZIONI UTILI

La Lomellina
Il territorio conosciuto come Lomellina è delimitato dai fiumi Sesia, Ticino e Po è di origine antichissima; inizialmente paludoso e poi bonificato dai monaci cistercensi, vede nel 1500, grazie alla ricchezza d'acqua del terreno, l'affermarsi della coltura del riso, destinata a divenire una delle principali attività della zona. Terra di grande ricchezza ed importanza storica, da Vigevano a Mortara, così come in tutti i centri della Lomellina, si trovano splendide opere d'arte; i castelli e le fortificazioni poi adottate a residenze di campagna testimoniano il valore strategico di queste terre.

Il sistema idrico della Lomellina

 

Vigevano
Vigevano è il più imponente complesso fortificato della Lomellina, nonché importante centro economico della zona.

Piazza Ducale e il Duomo
La Piazza Ducale è di forma rettangolare ed è considerata una delle più belle d'Italia. Voluta da Ludovico il Moro ed iniziata nel 1493, probabilmente su disegno di un architetto di scuola bramantesca o forse di Leonardo da Vinci, si presenta chiusa su un lato dalla curiosa facciata di forma concava del Duomo.
Il Duomo, costruito sul preesistente tempio di Sant'Ambrogio, conserva al suo interno opere attribuite a Macrino d'Alba e a Bernardino Ferrari, ed il Museo Tesoro del Duomo, dove sono esposti interessanti arazzi vigevanesi e fiamminghi, preziosi messali miniati e oggetti di oreficeria sacra del XV e XVI sec.


Torre del Bramante
Dalla torre del Bramante, rialzata per volere di Ludovico il Moro che ne fece l'ingresso principale del castello, si gode un magnifico panorama su tutta la città; il progetto del rialzo della torre di fine 400 è stato attribuito a Donato Bramante.

Il Castello di Vigevano
Il Castello, iniziato da Luchino Visconti e trasformato dagli Sforza in residenza ducale nel XV sec. si presenta come un tutt'uno con Piazza Ducale. Come una piccola città nella città, il Castello, con il Palazzo Ducale, le tre scuderie, la Falconiera (foto a sinistra) e la Loggia delle Dame, è uno dei più grandi complessi fortificati d'Europa; l'insieme degli edifici in esso inclusi infatti, potrebbe contenere sei volte il Duomo di Milano.
Caratteristico è il passaggio pensile, detto Strada Coperta, che collega il castello alla Rocca Vecchia.

 

Mulino di Mora Bassa
I numerosi mulini presenti nella zona sono molto antichi: alcuni sono stati citati nei manoscritti dello stesso Leonardo da Vinci. Tra i primi mulini funzionanti ci furono quelli che il duca Galeazzo Visconti fece costruire a Vigevano, presso la roggia Mora.

La quattrocentesca splendida dimora storica denominata "Mulino di Mora Bassa" o "Mulino di Leonardo", fu regalo di Ludovico il Moro alla Moglie Beratrice d'Este per le nozze e conserva diversi sistemi di Bocche per la canalizzazione dell'acqua: la Bocca Magistrale milanese, attribuita a Leonardo, la Bocca americana, la Bocca Cavour e la Bocca a Stramazzo. Nel mulino trova oggi collocazione l'Eco-museo di Mora Bassa.
L'eco-museo, che poggia attorno all'antico Mulino, parte da una proposta dell'Associazione di irrigazione Est Sesia; il suo obiettivo è riscoprire il territorio lomellino e il complesso sistema di regimazione, misurazione e distribuzione delle acque, che ha modellato il paesaggio e l'agro-ecosistema locale.
L'eco-museo, inaugurato nell'estate 2001 ed articolato in un percorso-laboratorio didattico lungo la sponda della roggia, si occupa dello studio dei metodi di misura tradizionali delle acque.

L'eco-museo funziona anche come centro di documentazione del sistema irriguo delle terre del riso e dispone anche di spazi per convegni. Ancora nell'area del Mulino, dal settembre 2000, si può visitare la Mostra Permanente di Leonardo da Vinci e le macchine funzionanti. La mostra si colloca all'interno di un itinerario leonardesco che dal Museo di Vinci arriva fino ad Amboise, dove Leonardo ha trascorso gli ultimi anni della sua vita; in questo itinerario Vigevano è una tappa nuova ma fondamentale per chi va alla ricerca di luoghi leonardeschi.

 

La Centrale Idroelettrica "Ludovico il Moro"
La centrale idroelettrica Ludovico il Moro è stata costruita agli inizi del ‘900 dall’architetto Moretti. Al suo interno sono conservati il bancone di comando originale, le due turbine di eccitazione dinamica e il gruppo 1 che ha funzionato fino al febbraio 2003 per 99 anni.

La centrale utilizza parte delle acque del Ticino che, tramite canali artificiali della lunghezza di 15 km, sono convogliate al bacino di carico. L’energia viene prodotta sfruttando la differenza di livello di 18 metri tra il canale di carico e il canale di scarico. Nella centrale vecchia costruita nel 1904 si trovano cinque gruppi Francis ( turbine) ad asse orizzontale della portata di 8 mcubi/s ciascuno. Nel 2003 quattro di essi sono stati rimossi per fare posto a due nuovi gruppi con portata massima di 10metricubi/s. Ogni turbina mette in funzione un alternatore per produrre energia elettrica che, trasferita al trasformatore viene elevata da 6kV a 15kV e immessa sulla rete di distribuzione. Nel 1994 è stata costruita una nuova centrale accanto alla vecchia dove si trova un gruppo Kaplan della portata di 20 metricubi/s.

Dopo un intervento di potenziamento è in grado di fornire una potenza complessiva di 6.520 kW e una producibilità media annua di 34 GWh, cui corrisponde il consumo medio di 12.600 famiglie.

I principali componenti sono: canale derivatore; condotte forzate; gruppi turbina alternatore; opere di presa lungo il Ticino; trasformatori ed elevatori; vasca di scarico.

Note architettoniche
E' la centrale più antica.
Realizzata da Gaetano Moretti in uno stile eclettico nel quale coesistono il linguaggio neorinascimentale, tipico di molte centrali di questo periodo, e i riferimenti all'architettura lombarda: dagli archi a tutto sesto della sala macchine, alla loggia della facciata che risolve la parte superiore della stazione di trasformazione. La soluzione architettonica di questa centrale è decisamente meno innovativa di quella di Trezzo d'Adda, progettata dallo stesso Moretti sempre attorno al 1906. A Trezzo infatti la collaborazione tra l'architetto e l'ingegnere incaricato di seguire gli aspetti tecnici fu strettissima, contrariamente a quanto avvenne nella centrale di Vigevano. Per questo qui gli impianti meccanico-idraulici risultano meno integrati con l'involucro architettonico. Oggi la centrale Ludovico il Moro, assieme alle altre presenti lungo il Ticino, sono un indubitabile patrimonio storico della zona
.

 

Sistema Idroelettrico sul Ticino
La centrale Ludovico il Moro di Vigevano è l'ultima di un vero e proprio sistema di centrali idroelettriche lungo il Ticino: da Porto della Torre a Vizzola, Tornavento, Turbigo Superiore e Inferiore. Quella di Porto della Torre del 1955 è uno dei migliori edifici industriali disegnati da Giò Ponti, mentre quella di Vizzola Ticino fu progettata nel 1936 in stile razionalista da Giovanni Muzio.

La centrale di Porto della Torre è l'unica che sfrutta direttamente l'energia del Ticino, mentre tutte le altre, compresa quella di Vigevano, sono alimentate in serie dal così detto "canale industriale" che, a sua volta è una derivazione del Naviglio sforzesco.

 

 

Per ulteriori informazioni:

EMT Energy Manager Team
Tel. 0975 564135
emt@casasoleil.it

 

Fonti:  www.infolomellina.net   www.centrovolta.it   
www.comune.vigevano.pv.it   www.lacittaideale.org

 

Calendario Corsi 1° semestre 2012
Città Date Giorni/ore Docenti Costo* Programma
Vigevano (Pavia) 22-23-24
marzo
3/20 3 760,00 Centrali di Cogenerazione
alimentate a Scarti e Oli animali
Vigevano (Pavia) 3-4-5
maggio
3/20 4 960,00 Mini Centrali Idroelettriche

* I costi si intendono Iva 21% esclusa

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