L'anidride carbonica è uno dei principali gas responsabili dell'effetto serra perché trattiene il calore del Sole e se è presente in atmosfera sopra a una certa concentrazione provoca un surriscaldamento della Terra. La concentrazione di anidride carbonica in atmosfera non è mai stata così alta negli ultimi 400000 anni e continua a crescere a grande velocità. Le ultime rilevazioni dell'osservatorio di Mauna Loa (Hawaii, 2004) indicano una concentrazione di CO2 in atmosfera di 378 ppm (parti per milione). L'incremento di concentrazione è da imputarsi principalmente alle emissioni di CO2 dovute alle attività umane e sopratutto all'uso dei combustibili fossili.

La tabella ha lo scopo di illustrare la quantità di anidride carbonica (CO2) che si evita di immettere in atmosfera utilizzando fonti rinnovabili per la produzione di energia elettrica e calore. La diminuzione della produzione e dell'immissione di anidride carbonica nell'ambiente è l'obiettivo del Protocollo di Kyoto a cui aderiscono oltre 160 paesi di tutto il mondo tra cui molti paesi dell' Unione Europea e l'Italia (Piano Nazionale d'Assegnazione).


I kg di CO2 annua evitati sono 998 in caso di utilizzo di scaldabagno elettrico + integrazione al 60% con Solare termico ACS.

I Kg CO2 annua evitati sono 383 in caso di utilizzo di caldaia + integrazione al 60% con Solare termico ACS.



A questi risparmi di CO2 vanno sommati anche i Kg di CO2 evitati per la produzione di ACS con l'ausilio del solare termico riportati nella tabella.


 

 

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